domenica, novembre 13, 2005

Go go go!!!

Del softair e della mia prima volta.

ans ans ans... la corsa per le scalette a rotta di collo mi ha tagliato il respiro. la maschera preme sul volto. Intorno movimento della squadra amica. Nessun segno degli oppositori. Il caposquadra ci inoltra per un corridoio. Dalle finestre spezzate dell'edificio diroccato entra una luce spenta, che rende le ombre lunghe, senza fugarle. "ECCOLO!!" grida il mio compagno, subito aprendo il fuoco con la sua mitraglietta per centrare l'avversario comparso fugacemente nel suo campo visvo. Sono a terra in un attimo, l'MP5 che gracchia per coprire il mio compagno con fuoco di fila sull'angolo, nel caso dovessero arrivare altri ostili.
Torna la calma. Era solo di passaggio. Cmq lasciamo il corridoio per trovare riparo in un paio di stanzette laterali. il sudore mi entra negli occhi, i rumori intorno confusi ed eccitati. Sembra che sotto di noi, nel seminterrato, ci sia una battaglia accesa tra attacco e difesa. Forse l'obiettivo è proprio di sotto. Ma intanto dobbiamo ripulire il piano superiore. Fuoco intenso raggiunge il punto in cui ci trovavamo prima, pallini di plastica ricadono di rimbalzo intorno a noi. Il nemico deve averci individuati e da sotto copre le aperture da cui potremmo sostenere la nostra squadra. Pugno chiuso. Il resto di noi si ferma. Il capopattuglia avanza carponi fino all'angolo in fondo al corridoio, sempre con la testa bassa. Due dita. Subito io ed il "rapinatore di banche" scattiamo per eseguire i suoi ordini, arma in posizione di tiro avanziamo ripulendo una stanza dopo l'altra, sempre in copertura reciproca. In fondo al corridoio che interseca quello in cui ci troviamo compaiono due soldati. Due botte sull'elmetto li identificano come "nostri", mentre i mirini dei nostri fucili si riabbassano dopo averli inquadrati.
Il capopattuglia ci raduna. Piano ripulito. Sono di sotto. Pochi click alla radio e riceve conferma: la squadra che è scesa ha subito perdite pesanti, necessita di supporto. Purtroppo non possiamo usare la scala che si apre dinanzi a noi. Le regole di ingaggio ce lo vietano.
Torniamo così al punto di insersione, sudore copioso copre i nostri colli, le bardature mimetiche non fanno traspirare bene.
Scala, discesa. Neanche arriviamo in fondo, veniamo bersagliati da fuoco di fila.
Cade uno dei primi. Faccio in tempo ad appiattirmi dietro un muro. In real combat sarebbe pioggia di calcinacci e nessuna copertura... il muro è troppo sottile, ma qui è salvezza. Striscio verso sinistra. Lì c'è un punto da cui possiamo trafilare.
Dall'altra parte del muro, alto ca 1,50 cm c'è "rapinatore di banche" inchidato dietro un angolo da fuoco ostile. Scavallo il muro, e mi appiattisco affianco a lui. Movimento nelle fratte, fuoco a raffiche brevi. L'ostile ritira il naso dietro la copertura. Ancora pallini in nostra direzione. Tutti di rimbalzo. Entra anche Fox, e si pone in copertura nell'angolo opposto. All'improvviso un movimento, sagoma scura di corsa penetra nella nostra zona di competenza, dal lato in cui ci saremmo aspettati solo nostri. Fa fuoco. Centra subito rapinatore. Faccio appena a tempo a sparargli che cado anche io. Braccia al cielo e "PRESO" urlato a squarciagola, nella speranza che qualche colelga/ostile non mi regali pallini a bruciapelo (dolorosissimi). Torno alla zona di raccolta "morti".
Un altro assalto è finito. Quando comincia il prossimo??? :-)

venerdì, novembre 04, 2005

Promo Melogranotto 2005

E' tornato... piu' alcoholico che mai...

giovedì, novembre 03, 2005

Se il mondo andasse più spesso in motorino

... forse si avrebbe un maggior calcolo nelle azioni e tutti si vivrebbe meglio.
Vado a spiegare.

Ultimamente, andando in motorino provo la catartica esperienza di PENSARE (ed il case maiusc non è assolutamente casuale) mentre corro in motorino per la città... corro... che parola grossa... diciamo piuttosto che siamo indirizzati ad andare con una certa allegria, ma certo non da scavezzacollo... cmq torniamo al pensare.

Come salgo in sella ho l'impressione che l'accelerata del mio 50cc lasci dietro di se' affanni e stanchezze. Divento subito leggero e la testa prende a volare.

Prima di tutto una preghierina... per chi mi conosce sa che ci vuole, ma per il sottoscritto non è un rito scaramantico, ma come andare in due in motorino, un po' come affrontare il destino che verrà in compagnia (come ha ragione chi dice che chi conosce il Signore non è mai da solo) così da dover solo dire eventualmente "o cazz..." e via. Che tre parole sono troppe, e poi non ci sarebbe comprensione. Sorpresa si, con tre parole si rischia l'incazzatura e quella la vorrei evitare.
Così viaggio e penso. Penso agli obiettivi della giornata, alle cose da fare, alle cose che dovevo fare (che figuravano per il 70% alla lista delle cose da fare del giorno prima) e come smaltirle, il tutto evitando la sensazione di affogamento che elencarle provoca (ma tanto basta dare gas... e la spiacevolezza resta dietro a mangiare polvere, non tanto, quel tanto che basta a fare lo scatto bastardo che sbilancia) e mi concilio con il mondo.

Mi basta guardarmi intorno per capire come siamo piccoli. Tutte formiche che impazzite cercano di portare il granello nel loro formicaio, impazzite appresso alle fatiche quotidiane, ma alla ricerca di una felicità che più è cercata lontano o nei desideri e più ci sfugge, mentre basterebbe poco per capire che abbiamo il tutto, forse anche il troppo e che la felicità non è nell'avere (ahimè non sono esente dal peccato... anche io se posso spendo, per poi sentirmi un pirla... che di roba a casa ne ho a catafottere, ma restio a perdere quel momento di inebriamento che avere tra le mani la carta di credito produce... tanto va sul prossimo stipendio... certo... così il prossimo stipendio l'hai già speso quando lo recuperi...) ma nel rapporto con gli altri, aperto, schietto, di amore e cordialità, costi quel che costi.

Forse è che passo davanti a San Pietro, ove giganteggia ancora in Spirito il Magno, o forse è il raggio di sole che fende la visiera del casco integrale, o forse ancora i fianchi ondeggianti della ragazza che passeggia a bordostrada, che catalizza lo sguardo, anche se sono sovrappensiero, anche se so che non si fa, anche se... dhe lo fo, che male fo? mica mi fermo, in due secondi è un frammmento di vita che mi lascio dietro, anche quello nella polvere, solo strada ancora avanti.

Ma la magia del viaggio finisce nel momento in cui scendo dal mezzo. Già nel momento in cui scende il cavalletto sento il respiro affannoso delle sensazioni negative che mi rincorrono, instancabili segugi assetati del mio sangue. Do' un'ultima sgassata, la ruota che gira libera dall'asfalto, inno dello sforzo che mi appresto a compiere e che spesso sembra portarmi da nessuna parte.
Ecco il motore è fermo. Si lo so, i doveri mi attendono, le solite menate dell'ufficio, così chino e chiuso su se stesso da risultare vacuo. Che famo, mi porti il casco.
Mi guardi e sorridi. C'hai ragione. Il casco lo porto io. Tu c'hai già da portare il sottoscritto. Tutto intero.
Tra otto ore tanto risalgo sul motorino... ed allora ve la faccio vedere io...

Hard day working

Come si nota dalla foto, oggi ho avuto molto da fare. Anche il the pensava che non ci fossero problemi di alcun genere ad essere trangugiati nei momenti morti. Così il Boss si ferma qualche minuto e sorseggia. Poi torna a studiare, che bisogna andare avanti con lo studio severo.
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Lo zio ha marcato anche la guida al trattore

Come si nota dalla foto lo zio Enri ha finalmente realizzato un suo sogno: guidare il trattore!!! Gli hanno sempre detto che la sua moto assomiglia ad un trattore (commento da ignoranti. Solo un bifolco scambierebbe una Guzzi Alcione per un trattore) e così ha voluto provare la differenza.
Un viaggio da lusso, anche se lo poi,durante il giro di rientro io a momenti non ci ammazzavo entrambi... non se n'è accorto nessuno, meglio così, ma il trattore scarrozzava un pochino a destra e sinistra...
Comunque guidare un simile trabbicolo genera un meritato senso di trionfo, specie se lo fai una volta o raramente. Suppongo che per un contadino equivalga a bere un bicchiere d'acqua...
Alla prossima aratura allora zio... considerati abile arruolato
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venerdì, ottobre 28, 2005

Questa è da raccontare...

Allora procediamo con ordine... E' martedì, appena uscito dal lavoro, sulla mia fiammante bici nuova (eh questa va fatta vedere, perchè l'è un gioiellino niente male, perfettibile, ma niente male), impostata la rotta per casa, raggiungo il lungotevere e dopo aver eseguito la famosa manovra "fateme passa' che arrivo io" mi ritrovo dalla parte destra della strada su quella sinistra, pronto a prendere il ponte Cavour per raggiungere la mia parte di città. Dinanzi a me un'Alfa 75 grigio topo. All'improvviso il guidatore apre lo sportello... tenete presente che io ero in fase di sorpasso, e solo il caso ha voluto che non infrociassi nel suo sportello aperto alla proditoria (hihihi ho fatto la battuta... prodi... toria) [ricomporsi e proseguire su'] ... e scende dalla macchina, allarga tutto lo sportello, bloccandomi praticamente la strada e comincia ad armeggiare con la patta dei pantaloni, voltato verso il suo stesso sportello. Il semaforo nel frattempo scatta a verde. Coda di macchine, zio Vince, compreso l'accaduto ed incredulo di aver assistito a cotanta scena, scavalla a destra l'alfa 75 e riparte. Un rivolo di piscio [si potrà dire?] scorre parallelo alla strada. Il guidatore sta facendo i suoi bisogni in pieno Lungotevere, col semaforo verde, la macchina in mezzo alla strada e lui che la fa sull'interno del suo sportello... poi ditemi che questo non è un mondo strano... ci manca solo che il governo vada a sx e poi abbiamo fatto scopa ;-)

mercoledì, ottobre 19, 2005

La barba pare che tiri

Il mio successo con le signore a lavoro sta crescendo a livello esponenziale da quando c'ho la barba... Marx preparati, che ti fo sembrare un bebè di primo pelo a breve!!! :-)

lunedì, ottobre 17, 2005

Herr utente ha chiamato...

Vediamo di spiegare la storia della sigaretta e della luger.

Durante i lunghi corsi Microsoft che mi sono sorbito nei mesi passati, ho avuto modo di chiaccherare a lungo con persone che fanno il mio stesso lavoro, ovvero i sistemisti di reti.

Tutti avevano esperienze con utenti distratti, svogliati, ignoranti, presupponenti, maleducati, indisponenti e boriosi, che pretendo non capendo, e che, immuni ad ogni tipo di vergogna accampano risposte tipo "Mica ho fatto corsi io" per giustificare la propria ignoranza...

Bhe', in quelle chiaccherate si sentiva forte la volontà di rivalsa di chi, pur sapendo, vive in ruolo subalterno, lottando con tali utenze da un piano necessariamente di svantaggio, perchè a loro tutto è scusato, per la suddetta ignoranza, mentre al sistemista, sottopagato, "ragazzo dei computer", "esperto dei miei stivali" o anche "NASA" nulla viene scontato: tutto ricade nel suo canestrello dei problemi da risolvere, dalla stampante inceppata alla gestione delle caselle di posta di un Mail Server, per non parlare di consulenze su preventivi, sull'impianto telefonico, cablature, gestione hardware, software e quant'altro, il tutto senza la minima possibilità di ottenere un aggiornamento professionale adeguato.

Insomma... se pensi che fare il sistemista sia una bella cosa, forse stai meditando di andare a lavorare all'estero, che in Italia lo scenario è quello descritto sopra, con poche dorate eccezioni (a prop, anche i colleghi programmatori subiscono le stesse dequalifiche professionali, legate ad un'idea di professionista ITC che è trade of all Jack e Master of All che nella realtà non esiste).

Comunque, dicevo, durante i corsi si è avuto modo di scherzare intorno al bicchiere di plastica del caffè al cartone delle macchinette da ufficio su come sia variegata la vita del sistemista... e così mi sono inventato la figura macchietta del simpatico maggiore SS che con il suo soprabito nero in pelle, la sua berretta militare calcata sugli occhi, velati di oscurità, i suoi lunghi arti scheletrici ed uno zelo prossimo alla devozione, è asservito alla causa delle assistenze tecniche.
Suoi strumenti la luger 8 colpi, ed un pacchetto di sigarette.
Chiamato dalle utenze arriva e giudica, spesso offrendo un'ultima sigaretta al malcapitato di turno.
A proposito...

"Herr utente ha chiamato? Dofe ezzere problema Yah? A Federe, federe... zi è cueztione da pocco, un zolo zecondo e si rizolfe tutto. Herr utente pozzo offrire te una zigaretta? Rilazzante eh! Chiudi pure tuoi occhi e zogna, mentre io rizolfo tuo problema..." Click "Rilazzati" ... BANG!
"Vizto? Già rizolto. Il problema non è più!"

martedì, ottobre 11, 2005

Foto di famiglia del Pres.

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A volte a perder tempo si hanno buoni risultati...

In due al bagno

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"Cara, mi passi un poco di carta igienica?" "Ma caro non hai la tua?" "... Si, ma la tua è più morbida..." -PROT- "Scusa cara" "Sei un porco" "Adoro questi rari momenti di intimità al bagno"

Vita da ufficio n°... non mi ricordo, supponiamo 6

Eccoci a rinverdire la potente rubrica della vita da ufficio.

Ieri pomeriggio, mentre stavo alacremente lavorando alle pagine del sito dell'Ufficio Sport, giunge improvvisa una telefonata da un ufficio del piano superiore (sempre perchè si dice il peccato e non il peccatore), così rispondo col mio ormai proverbiale "Ufficio Internet"... tanto proverbiale che anche alla mia festa di laurea mentre aprivo al citofono son partito con un "Ufficio Interent" per apostrofare i convitati... e dall'altra parte una voce in pieno panico mi dice: "Lth, presto, sono qui al telefono con l'onorevole, ed ho una cosa urgente da fare, ma non so cosa sia successo al mouse, io muovo, clicco, sposto, ma lui non ne vuole sapere di funzionare. HELP!!!
Capirai... pure se volessi dileguarmi, con l'on. che ha sentito una tale filippica come fo?, così preso il sorriso di plastica da intervento tecnico, ed inforcato berretto, luger e pacchetto di sigarette, mi sono diretto verso la stanza in emergenza.

Arrivo e trovo la Sig.ra al telefono in telefonata privata... alla faccia dell'emergenza... e con davanti a lei un portatile con un mouse USB, affianco al monitor del computer fisso.

Mi avvicino alla scrivania, le sorrido (paio celophane increspato) e chiedo "Qual'è il problema?", lei, liquidato l'amico, si volta verso il computer e fa... "vedi, non si muove il mouse" e nel mentre smanetta con il mouse attaccato al portatile.

Resto indeciso due secondi, il tempo necessario per pensare se valga la pena mascherare la pena del momento, oppure sparare senza offrire la sigaretta... opto per l'opzione due. Questo giro è troppo grande... quindi sparo.
"Per forza, il mouse è QUESTO" e così dicendo prendo il mouse wireless che l'on. aveva spostato sul mobile affianco alla scrivania per poter lavorare meglio col portatile.

Odore di cordite nella stanza. Silenzio imbarazzato, poi ovvia realizzazione della figura fatta. Quando spari è sempre così, la sorpresa si disegna sui loro volti e non possono mascherarla. A volte la sigaretta che li mette sul chi vive non è un bene...

mercoledì, ottobre 05, 2005

Anteprima oggi al lavoro

Prima presentazione di software curato e gestito dal mio ufficio per la Direzione.
CHE EMOZIONE!!!
I dettagli non li posso dare, per ovvi motivi, ma stare qui, davanti a 50 persone a parlare di questo software mi gusta assai. Orpo... mi sudano le mani!!!

mercoledì, settembre 28, 2005

Operazione Foton completata!

E luce sia.

Dopo un viaggio ai confini della realtà, comprensivo di oltre 4 ore di ritardo per traffico, l'equipaggio della MaVin 1 è giunto alla base di Taranto, ove ha attraccato senza grossi problemi.

I preparativi dell'operazione Foton erano stati ultimati la precedente missione. Quesa volta la missione era completare quanto iniziato la volta precedente con l'ausilio di manodopera locale e avezza all'uso di materiali elettrici.
Solo nel pomeriggio di sabato, grazie alle favorevoli congiunture astrali si è arrivati alla piena operatività. Dalle ore 15.00 alle ore 20.43 l'equipaggio al completo ha lavorato alacremente per portare a compimento la missione nella maniera più soddisfacente possibile.

Alle ore 20.45 si è dato contatto. La casa si è pienamente illuminata. Un successo pieno.

Il comunicato NASA ha confermato la riuscita della missione. Foton 1 è stata un successo pieno. Ora la casa è dotata di luci perimetrali motevoli. La missione è terminata col successivo rientro degli equipaggi alla base di Roma.

martedì, settembre 13, 2005

Scappate!!!

Sono tra noi... vogliono dominarci... non possiamo fermarli!!!

lunedì, settembre 12, 2005

Venerdì ho nuotato... sul lungotevere

Ore 18.00, fine lavoro ed inizio ginnastica. Per tornare a casa devo affrontare un tempo decisamente ostile, con pioggia battente e vento, le mie uniche dotazioni l'"impermeabile" della Murphy e il casco del motorino.
Per fortuna oggi non ho portato il computer e la sua simpatica borsa... altrimenti ero fregato.

Cmq, incurante del tempo furiesco dalla sede e mi dirigo al mio motorino, casco già clazato, l'acqua che rapidamente va inzuppando i pantaloni, ma l'impermeabile che compre il torace regge. Mi ripeto mentalmente: ce la posso fare.
In risposta alla mia invocazione arriva uno scroscio più potente... e finisco inzuppato su tutta la superfice esterna, mentre lotto una impari diatriba con il lucchetto della moto, che solo dopo 5 minuti, e quando ormai la visiera del casco era irrimediabilmente appannata, cede alle mie lusinghe, aprendosi.

Salgo in sella, umidificando le mie terga sullo strato di acqua presente sul sellino, ma la moto parte al primo colpo.
Sorriso dentro al casco ed accelerata. Prima parto, prima arrivo, prima esco dal diluvio.

Non sono neanche passati cento metri che sento una goccia, apripista per un migliaio di sue sorelle, che cola lungo la manica... l'acqua ha fatto breccia nell'impermeabile. Da quel momento in poi ho vissuto in un incubo liquido, con l'acqua che conquistava sempre nuove zone del mio corpo da bagnare, mentre io cercavo disperatamente di chiudere le distanze con casa in maniera definitiva... prima che il cellulare, appeso alla mia cinta, venisse coinvolto dal questo bagno generale, decidendo così di cessare di funzionare.

Man mano che la strada avanza, però, l'ampiezza del disastro comincia a farsi svelata. La pioggia viene giù troppo forte, i chiusini non riescono a smaltirla, così si vanno formando numerose pozze di acqua lungo tutto il corso del lungotevere, pozze che rendono il viaggio insidioso e la direzione dell'acqua assolutamente a 360° sferici.

Quando riesco ad approdare con la mia moto d'acqua a casa, di asciutto ho solo 1/3 della superfice totale delle mie mutande. Tutto il resto si è inondato tanto da buttare acqua ancora oggi.
Il cellulare? Beh... non so come, ma da questa nuotata motorizzata ne è uscito indenne