giovedì, febbraio 26, 2009

Pop Porno

Facciamo che ti canto una canzone...

Il genio - Pop Porno

lunedì, febbraio 23, 2009

Il PD cambia leader

Giù Veltroni, dopo la campagna sarda e la ricandidatura da lui proposta di Soru (come se Rutelli-Roma non fosse stato un monito per le ricandidature fritte e rifritte), e su Franceschini.

Vento nuovo nell'aria... si... peccato sappia di stantio... la prima cosa che ha fatto il buon segretario PD è stato giurare sulla Costituzione... manco fosse il Premier del Governo o un Ministro. Situazione di pericolo dice lui, periodi bui. A Franceschì... permetti che te tocchi???
Se queste sono le idee nuove... mi sa che l'opposizione in Italia non si risolleva... con danno per tutto il paese... PENA!

sabato, febbraio 14, 2009

Saturday Morning

C'è un che di nazional popolare nei sabati mattina della Balduina - zona Appiano, un sapore di antico, che mi riporta alla memoria le mattine di sabato nel Salento profondo, quando andavo a trovare gli zii a Galatina, mezzo esaltato e mezzo scocciato (esaltato per la gioia di ritrovarli, la buona cucina, la maestosa casa padronale in cui mi perdevo sempre, per la possibilità di scoprire un nuovo pezzo di radici della mia famiglia, che ogni tanto emergevano dal buio dei recessi della memoria dei miei antenati. Scocciato per un copione che si ripeteva di settimana in settimana, incastonato nel morbido degradare dal bianco intenso alla panna sporca dei muri coperti di calce delle case dei paesi della Puglia estrema), e i ritmi di quel momento diventavano registro su cui modellare le nostre giornate.

Una musica si stornelli romani riempie l'aria assolata di questo sabato mattina sferzato da un vento gelido. E come massaia di altri tempi provo il mangiapolvere che nuovo fiammante si è aggiunto alla collezione di mezzi ciuca energia di casa. Mangiapolvere, battitappeto e ancora mangiapolvere, il tutto condito da "Tanto pe' cantà", "La società dei magnaccioni", "Il barcarolo va" e altre canzoni che non conosco...

Non so il perchè, ma questa combinazione di eventi mi ha riportato in molti luoghi del mio passato. Nella mia stanza dai mobili metallici in Lido, con la moquette per terra marrone e tanti libri/giocattoli da sistemare, di finestre spalancate nel sole primaverile e la musica di Tozzi e Baglioni che proveniva dalle case limitrofe; mi ha riportato alle passeggiate per le vie di paesi i cui nomi sono persi nella mia memoria, ma i cui colori e sapori sono scolpiti nel mio DNA, coi bianchi, i verdi, i blu, i rossi, le pietre leccesi e su tutto il sole che dava un riverbero accecante.

Fa strano però che questa sensazione emerga da un quartiere di Roma sito nelle limitrofe adiacenze del centro... eppure così provinciale nelle sue espressioni.
Torno a studiare, con lo sguardo però che torna insistentemente a guardare fuori dalla finestra a godersi i giochi di luci e ombre disegnate da questo sole che a Roma mancava da tanto tempo.
Alas

mercoledì, febbraio 11, 2009

Videochattando

In attesa dell'evento di oggi, la videochat dell'on. La Russa sul sito di Alleanza Nazionale, sono stato dislocato ai piani alti del partito. Non che si stia male eh... ma la mia Amm caverna è tutta un'latra cosa. Lì è tutto a dimensione Vince, anche i cassetti. Qui invece è tutto "altro". Altra la scrivania, che non viene usata neanche nei giorni normali, che la stanza separata fa tanto mega boss, altro il PC (cambia il monitor, ma per il resto è tutta "Robbba mia", quindi qui i cambi sono veramente pochi). Cambia la luce... che paradossalmente ai piani alti è più bassa che nel mio angusto angolo di cielo. Ma soprattutto cambia l'autonomia, che giù è massima e qui... qui invece no. Mia libertà...

martedì, febbraio 10, 2009

Eluana è morta o è stata uccisa?

Sono queste le domande che oggi corrono ovunque in Italia. Domande che lacerano il tessuto morale di un paese che ha scordato le sue radici, che cerca di ritrovare la bussola e che guarda al mondo con un disincanto sempre maggiore.

Non so dove sia la verità, anche se nella mia visione di cose l'opzione due è prevalente, non so neanche se ad oggi parlarne abbia senso. So solo che di tutto questo un'entità si sta godendo la sua vittoria. 
Il Maligno oggi ha segnato un punto. Se il suo scopo è dividere e scandalizzare, bene, oggi non possiamo dire che non sia riuscito nel suo intento. 
La domanda che ora sorge è invece cosa accadrà domani. Se le porte per una visione dell'uomo spassionata, legata ai soli meccanismi meccanici di un corpo imperfetto, sarà prevalente su una visione più profonda e meno legata ai soli eventi fisici. Gli interrogativi che oggi ci poniamo sono l'agenda delle risposte da trovare di domani.

lunedì, febbraio 09, 2009

La signora in rosso


Era sabato mattina, camminavo a passo veloce, iPod nelle orecchie, verso la casa della "Suocera", e nel mio quartiere-villaggio tutti i residenti erano più o meno in festa per la tregua della pioggia ed in attesa della nuova ondata di marosi dal cielo.


Assorto nella musica imbocco per la discesa che passa davanti al Tiberio e lì mi compare davanti. Parto dalle scarpine di vernice nera, sovrastate da due gambe enormi con calzettoni bianchi e strasse di contorno, per salire a una gonna lucida nera, un cappotto oversize di panno rosso acceso, tenuto sul corpo obeso da una mano sinistra incerta. Nella destra un ombrellino bianco a pois neri, tutto scontornato di pizzo e merletti. In testa un cappello di lana nero e rigido, da cui spuntano i capelli arruffati, neri corvini. Il volto rotondo pallido, con due guance arrossate artificialmente come cornice e un neo nero come guarnizione. Lo sguardo mi incrocia, poi fugge. Due passi e mi è già lontana, ma l'immagine della signora dal cappotto rosso mi seguirà per tutto il week end, ed alla fine la immortalerò anche sulla mia moleskine...

Dedicato a Mery

il wallpaper del mio pc in ufficio. Un fotoritocco effettuato dal sottoscritto, con la prova di alcuni effetti mosaico. E la faccia della Mery assorta nel guardare le meraviglie di Praga. Ed è subito rimembranza

mercoledì, febbraio 04, 2009

Una gragnuola di colpi

Sotto schiaffo da questo inizio di anno. Ma col sorriso e la gioia nel cuore.

martedì, febbraio 03, 2009

Caledosopio

Oggi riflettevo che la vita non è altro che un caledoscopio di colori messo davanti ai nostri occhi, con i movimenti della manopola dettati da leggi a noi estrenee nel controllo. Ci passano davanti figure sconnesse, colorate, vivaci, violente, tristi, di cui cogliamo solo frammenti, concentrati nel capire il senso di tutto quello che ci circonda. Poi all'improvviso capita che ci sia uno sprazzo di coscienza, che la nostra mente si svegli dal torpore dello stordimento indotto dalla sequenza senza fine di luci e colori, e riesca a cogliere un quadro d'insieme. Sono quelle le volte in cui tutti i pezzi sembrano andare al posto loro, facendo una figura comprensibile. Ma è un attimo e la consapevolezza del momento sparisce al nuovo vorticoso mutare delle forme.
Ma se hai in te la scintilla della consapevolezza che il disegno, seppur ignoto nelle sue forme e in costante divenire, ha un senso, consapevolezza che ti deriva dal credere che ci sia altro oltre questa vita (e non un generico altro. Si è cattolici da queste parti e convinti), e che nel segno della croce tutto trova spiegazione, allora il tracciato confuso, vorticante e caotico assumerà il contorno sfuocato di uno sfondo fuori campo. E tutto il vero, l'importante, il durevole salirà davanti ai tuoi occhi come solida certezza.

martedì, gennaio 27, 2009

Miami Vice

Ieri sera ho avuto modo di vedere il film Miami Vice, il remake cinematografico della serie tv con Don Johnson. Ma la politica di messa in onda di Mediaset la gradisco sempre meno. Due tempi, forse più, spezzati dal meteo e dal TG com portano troppo in là la fine del film, senza contare le interruzioni pubblicitarie. Alla fine si è fatta mezzanotte, con il dubbio finale su come sia finito il film, che lascia tutto aperto, e seguito com'è stato da RTV senza possibilità di capire se il finale era aperto o chiuso... così da come ho capito io è apertissimo... ma la certezza non l'ho.
Medito di passare a Sky sin caso...

Va su e giù l'asticella dell'acqua

Faceva un adagio di quando ero giovincello "la papera senz'acqua non galleggia". Di questi periodi di alti e bassi economici globali è indicata una certa austerità comportamentale.
Benvenuti allora nella terra inesplorata del consumo razionale. In pratica dovrei cercare di razionalizzare le uscite. Una missione da Etan Hawk

lunedì, gennaio 19, 2009

Riflessioni tristi

Davide se n'è andato, un sabato pomeriggio di gennaio, lungo una via trafficata dell'entroterra laziale. Lascia una moglie e un figlio appena arrivato.
La sua scomparsa ha segnato le riflessioni dell'ultimo weekend. Mentre risuonano ancora nella mente le dissertazioni tra Kairòs e Carpe Diem, ovvero dell'esecuzione al momento perfetto e la logica del tempo che scorre inesorabile, quasta notizia altera le prospettive. 
E strappa quella sensazione di sicurezza che tutto vada come sempre è andato che ogni tanto origina rilassatezza e ci fa scordare l'importanza di goderci le persone amate e il prossimo in genere per focalizzarci invece sul disturbo dell'altro.
Capita quindi che si litighi per sciocchezze, che rancori nati sulla base di un disagio irrisorio e temporanea ci facciano dimenticare quanto sia precaria la nostra posizione su questa terra e di conseguenza faccia passare in secondo piano la relativizzazione che ne dovrebbe conseguire di tutti i piccoli conflitti quotidiani dinanzi al mistero della vita e alla contemporanea nostra impotenza di controllo della stessa.
"Vegliate perchè non sapete nè il giorno, nè l'ora". Ed ecco che il peso di quel vegliate assume contorni tutto nuovi. Veglia e ama, che altro non conta. Veglia e ama, che il disagio di oggi è nulla rispetto al dolore che proveresti nell'assenza dell'altro. Veglia e ama, perchè il resto non ha senso al di fuori di questo contesto.
Poi le senzazioni che nascono quando notizie come quella di sabato arrivano sono contrastanti e laceranti. E mettono in discussione l'intero disegno. "I migliori vanno e i peggiori" restano dice un motto popolare... secondo me il disegno nell'andare non c'è. E solo che dei peggiori non si ricorda e non li piange nessuno, nell'ultimo beffardo atto di non amore possibile (e c'è anche una profonda letteratura del passato sull'argomento).
Ora spero solo di far humus mentale di questa vicenda e rafforzare la mia pazienza, il mio sorriso e la mia capacità di amare. Che del domani non c'è certezza, e non vorrei che le ultime azioni/parole fra noi siano di astio. Il pensiero mi annichilisce amico mio. Perdona dunque le mie dimenticanze e le mie assenze. Cercherò di non ripeterle e di migliorarmi in considerazione e attenzione. Tutto il resto non conta niente.

venerdì, gennaio 16, 2009

Office Life 2009/01

Eccoci col consueto appuntamento di rapporto con la vita dell'Ufficio.

Mai doma di sorprese, la creatività degli utenti colpisce ancora. Complice - devo ammetterlo - un'errata configurazione del PC assegnato loro, che garantiva privilegi di Amministratore (ma la macchina era fuori rete e in altro stabile, quindi nessuna compromissione alla sicurezza generale), dinanzi a un rallentamento del PC per far spazio su disco han pensato bene di cancellare da Installazione Applicazioni il pacchetto Office... 

Ora... i privilegi concessi davano loro la possibilità di farlo... ma poi non ti lamentare che la posta elettronica con outlook non ti funziona più, o che Word ti scompare del desktop...

Per la serie... te le cionco quelle mani.

Tana libera tutti

AH... che sensazione. Libero di agire dopo aver liberato il pc di ufficio da software virali... no, non virus, ma assorbi tempo come la carta moschicida cattura le noiose creature volanti dagli occhi composti.

Ora la mente si schiarisce, diventa facile trovare gli spunti, aprire i testi di studio, affrontare il lavoro con scrupolo e coscienza, pianificare la svolta.

Buon 2009 Vincio, l'aria è cambiata. Era ora

martedì, gennaio 13, 2009

Web 2.0/3.0 e strumenti di comunicazione

Lo ammetto: nonostante le buone intenzioni dei due post precedenti, peraltro molto delazionati nel tempo, non sono riuscito a tenere il ritmo con il blog.

La latitanza però è servita ad osservare il panorama web e valutare gli strumenti messi a disposizione degli utenti per fare comunità. Ricordo ancora gli esperimenti messi su con il Forum dei Kipsta, il forum Diplomacy, i vari blog tematici. Tutti strumenti comodi, belli, capaci di fare comunità qualora ci fosse stata la medesima dose di "partecipazione" in tutti i partecipanti al forum. Il che ci porta allo spinoso problema del partecipare a un "social network" o della partecipazione online in genere. Internet come sovrastruttura si presenta capace non di aggregare un gruppo preesistente (se non in minima parte e comunque con il predominio della partecipazione agli eventi RL (=Real Life) rispetto a quelli "virtuali" per cui le meccaniche del gruppo si spostano online, generando falsi ritorni di coinvolgimento) ma di trovare e aggregare persone che sentono, parlano e si interessano di un dato argomento e che preferibilmente (almeno nelle fasi iniziali) vorrebbero mantenere la distanza virtuale inalterata tra loro, per non lasciare altro filtro comunicativo che il comune strumento di relazione (o social network che dir si voglia).

Per questo se il blog funziona, in quanto risposta all'esigenza di un singolo di comunicare proprie idee su una vetrina pubblica, difficilmente un forum di amici reali ottiene un qualche successo nel breve o nel lungo periodo (qualora l'effetto novità funzioni nel breve periodo). Si prediligerà sempre e comunque altra forma comunicativa a quella del forum (vuoi gli SMS, la telefonata occasionale, la mail circolare) per lasciare poi ai tradizionali luoghi aggregativi (pub, ristoranti, cinema, case di amici/propria) l'onere di sviluppare il rapporto sociale propriamente detto.
In definitiva nella comunità tradizionale, il peso dello sguardo, dei gesti, della voce e delle relazioni strutturate sorte nel tempo la fanno da padrone.

E qui si arriva al problema FB (=Facebook). Sorto come mezzo per ritrovare gli amici persi di vista funziona alla grande, alla grandissima anzi. Possiamo interfacciarci con persone che non vediamo da tempo, raccontarci ed ascoltare i racconti altrui, vedere foto o raccogliere foto di altri con noi dentro provenienti da tempi immemori, ma alla fine il rapporto che strutturiamo era inesistente prima di FB e nella maggior parte dei casi, rimarrà sporadico anche dopo FB. Il problema è che la moda FB esplosa in maniera esponenziale in questo periodo, ha fatto sì che la rete delle amicizie si estenda anche ai rapporti "reali" ossia alle persone che si conoscono e con cui si hanno rapporti quotidiani o quasi. E da lì, secondo me, che nasce il disagio che fa nascere la voglia di "cancellare l'account".

La relazione vissuta nella RL, subentrando con violenza anche nella vita virtuale di ognuno di noi genera un senso come di soffocamento, di ingerenza, di scoperto che sotto certi profili vizia anche l'esperienza online. Non si esprime più il sentito, ma si scrive la frase che probabilmente genera un ritorno più positivo o che comunque ottiene il risultato voluto. E quella frase sarà oggetto di relazione nel vissuto quotidiano, perchè sarà letta non da qualche lontano e indistinto amico del passato, ma dal collega, dall'amico vicino, quando non anche dal rivale/amico-nemico e genererà effetti immediati.

La vetrina virtuale quindi tenderà a tornare quella che era nata per essere in tempi brevi.

Forse è anche per questo che son tornato al blog.
Che sia iniziato il rollback?