lunedì, ottobre 18, 2004

Derviscio nella notte

Venerdì sera. Serata segnata dalla stanchezza somma. E' tutta la settimana che corro come un matto, facendo orari improponibili la notte, ed alzandomi lesto per andare in ufficio. Sono davvero sfinito.

Dopo aver passato con Mary la serata, ammorbandola di sbadigli, mancamenti e sonnecchiate (che figura penosa!!!), mi rpedispongo al letto, aspettando la calata dal Nord del prode Rocco.

Il cellulare suona nel buio della stanza, con sforzo enorme riesco a recuperare l'apparecchio ed assumere una voce meno cavernosa quando rispondo.
Dall'altra parte un Rocco molto vispo mi comincia a bombardare di domande su strade di Roma, per arrivare a Flaminio - Piazza del popolo, passando da Roma Nord. Entro nel panico, anche perchè le richieste di informazioni sono superiori alle mie capacità ricettive... prendo tempo... è un male: arriva la domanda che sapevo aleggiava nell'aria... Dai, ti passiamo a prendere e ci accompagni dove dobbiamo arrivare, così evitiamo di perderci. Orbene, insistono per cinque minuti sull'argomento (lui e la Paola, ragazza che conoscerò solo dieci minuti dopo), e mi prendono per sfinitmento. Mi cambio dal pigiama ad un vestiario per l'esterno, e mi ributto sul letto a sonnecchiare fintanto che arrivano. Non so quanto tempo passa, ma quando risuona il cellulare, è con l'aria del condannato a morte che mi dirigo alla porta.

Durante la discesa delle scale, raccolgo le ultime energie, per fare una buona prima impressione su Paola (almeno non da zombie, ecco, perchè trascinare i piedi e rispondere SIII, MHMMM, BOH, NOOO, con voce cavernosa di certo non aiuta le relazioni sociali) e per non farmi sfinire da Rocco e le sue menate su come sono triste. Così, ristrutturato il mio aspetto fisico, entro in macchina di Rocco, e nuovamente arriva il bombardamento di info su come si arriva qui, come si va lì... e scopro con orrore che il multitasking nelle mie condizioni non è funzionante. O mantengo l'aspetto di chi regge le ore piccole, e bofonchio, oppure rispondo, ma vad perdendo in smalto. Comincia una durissima partita di dosaggi per mantenere capra e cavoli, e credo che alla fine, se non proprio brillante, quantomeno passabile lo sia stato.

Parcheggiamo la macchina a Passeggiata di Ripetta, perchè il locale è sul fiume, in un barcone... capirai... diluvia, come dire acqua sotto ed acqua sopra... l'umore barcolla tra la tragedia e lo sconforto... anche se l'aria frizzante della notte comincia a svegliarmi (come quando facevo lo scelto di compagnia al militare, ma erano altri tempi).

Man mano che il Baja si avvicina, con la sua sagoma tozza posata sull'acqua, mi accorgo che forse è meno peggio del previsto, e lentamente il 'UnZ Unz Unz che si va rinforzando, risveglia i sensi del mio corpo, da sempre sensibile al ritmo della musica.

Dopo un'attesa in amabile conversazione col buttafuori, che ci parcheggia all'umido per dieci minuti, giusto per far vedere che il posto è figo, riusciamo a penetrare, talloncino nero nella mano.

Dentro è una bolgia indicibile, con un Dj che continua, ad intervallir egolari a dire "Popolo del Baja, I want you, I miss you, I love you", mentre la musica pompa i bassi e guida il corpo in ritmici sconvolgimenti. Dopo una ricerca nella baraonda Paola incontra la sua amica Miriam, collocata in una zona separata del resto della folla da una ringhiera di legno.

E cominciano le sorprese. La prima è che nel dimenare di corpi della disco individuo due volti, anzi tre, noti: Stefo, Faber e Michela. Saluto, chiacchero, e mi eclisso dopo poco... il peperone all'aglio della cena, che Teresa mi ha imposto (così poi mi dici Brava), piotta sulla fascia, ed ogni tanto sgomma nell'alito, con zaffate letali che possono uccidere... Ecco, l'uscita non programmata comincia a mostrare le pecche organizzative: niente rimedi per l'alito, niente vestiti adatti al luogo... non rimane che supplire di energia e simpatia. Così, mentre inizio a danzare "come un derviscio" (come avrà da dire qualcuno domani mattina, ma questa è un'altra storia), mi accorgo che conosco una ragazza del giro di questa Miriam: è Rosa, una ragazza che bazzicava nel giro di mia sorella alla LUISS, ai tempi dell'Università. Anche lei si ricorda di me. Bacetti, saluti di rito, du' zaffate de peperone e via.
Torno a ballare.

La benzina però scarseggia, quindi mi oriento verso la zona della mescitura, ove al modico costo unico di quindici euro, mi guadagno un Long Island Iced Tea, su suggerimento di Rocco, e il talloncino arancio che consente di uscire dalla disco... e ottengo anche un briciolo di comprensione... mi pareva che non si pagasse l'ingresso.

La serata prosegue così, tra danze e balli vorticosi, con Rocco che invidia le mosse plastiche del mio corpo... lui che, troppo pieno di se, non riesce a vedersi a ballare, timoroso del giudizio degli altri. Io, che ormai da anni tale problema l'ho risolto, non mi pongo più il problema. Il giudizio degli altri è problema loro. Io vivo e agisco di conseguenza. Se voglio ballare ballo.
E siccome la musica mi rapisce l'anima, ballo com un disperato.

I cornetti di fine serata e la pioggia che ci accompagnano a casa sono solo cornice finale ad una serata che mi lascia sul confien tra contentezza e ... non so come definirla... forse... incompletezza. In fondo, mi mancava la partner del ballo... la mia giovine donna Mary, che balla come me, e soprattutto balla con me.
Un neo che peraltro richiede un'operazione di fine diplomazia per essere bypassato senza traumi, ma sono TROPPO stanco... sono le 03:40 del mattino e io ancora non sono a letto, come invece prevedevano i miei più modesti programmi per la serata.
A domani Metternich.

Simo's getting old

Serata in onore del vecchio Simo. Il suo compleanno è difatti appena passato.
Randevouz nel locale che frequentava Gazza, sulla Cassia. Luogo di ritrovo abituale ai tempi di Nanà, oggi ricordo sbiadito.

Arrivo con l'affanno, come al solito... stressato dal PC di Peppo che non vuole spaerne di partire: schermata BLU ad ogni riavvio... e dal poco tempo per riposare (visto che Rocco è partito nel pomeriggio inoltrato, e tra messa e riparazione al PC il problema tempo si è fatto rilevante). Mi ricordo le strade che percorro... come in un film al rovescio rivedo tempi andati. Passo davanti alla casa della Storta, ma non guardo. So che non c'è più nessuno, e anche se ci fosse, non avrebbe senso guardare. Mi riperdo nel passato, mentre cerco di capire dove si deve girare... perchè proprio non me lo ricordo. Alla fine le luci del pub sulla sx, freccia, notte alternata, e poi svolta. PG è con me, e forse anche la serata senza calcio: parcheggio subito. Il PUB, cordiale e caloroso come al solito, mi accoglie al suo interno. Il vetro smerigliato del separè mi manda immagini distorte dei miei amici siti al suo riparo, mi affaccio e sono sommerso dai colori e dai suoni della brigata in allegria. Tra una risata ed un'altra festeggiamo il vecchio leone, un poco sgualcito nell'anima, ma pur sempre il nostro Presidente. La chiacchera scorre veloce, la birra ed il sidro anche. Mangio un panino, e per fortuna, mettendo del solido nello stomaco. Poi, man mano che la serata degenera... anche per colpa della cameriera che inisteva a non volermi portare la panna cotta, adducendo che era terminata... ("Vorrei una panna cotta" - Non c'é - "Allora una panna cotta con il cioccolato" - Non c'è - "Allora me la porti col caramello" - Le ho detto che non c'è - "Allora proviamo quella ai frutti di bosco" - NON C'E'), tra lanci di noccioline, pappette, fucili accendisigari, sparaflesciate di accendini e chiacchere su vita amore e vacche, l'allegria va montando.

Una bella serata, scanzonata, anche se molte battute dei ragazzetti non le capisco proprio, specie Garison e company, ma va bene così. Si ride e si scherza... e poi si parla anche col cuore, quando Simo affronta le sue pene del cuore.

Il brachetto sugella la fine della serata, tra brindisi e bevute alla goccia.

... certo il ritono si fa difficoltoso...

domenica, ottobre 17, 2004

Rain ... falls down

Notte di tregenda su Roma... si vede lungo grazie ai lampi che squarciano il cielo, acqua che spacca la visione, la segmenta, la seghetta, la riflette, la liquefa in rivoli che sfuggono la vista, timidi o irruenti, nei sifoni delle grate di acciaio che costellano l'asfalto di strade, parcheggi, spazi aperti.

L'ululato del vento suggerisce paesaggi lontani, ma qui è ingabbiato, corrotto, spezzato dalle forme squadrate che affronta. Solo i fratelli alberi lo accolgono come un tempo, accompagnandolo per un breve tratto del cammino, fronde che lo accarezzano, bisbigliando, talora mormorando, il loro apprezzamento per un poco di movimento.

Tintinna la pioggia e va. Io resto steso su questo mio letto, ed ascolto. Nel mentre penso ai tempi persi, ai tempi presenti, ai tempi futuri.
Aspetto l'alba che sorga ed illumini il nuovo giorno, dall'aria pulita e pungente, e nel mentre prego, perchè la natura mi accompagna e mi sostiene in questa umana attività.

Ancora un tuono, poi restano solo le proiezioni subitanee di ombre cinesi dei lampi, ed il cadere ritmico delle sorelle gocce. Lentamente l'occhio si chiude e ricomincia il sogno... o forze riprendo a vivere.

venerdì, ottobre 15, 2004

Riding in the Rain

Mountain bike nera e gialla fosforescente, anfibi, jeans neri, camicia rosso carmine, giacca Goretex 2 nera (modello U.S.A.), occhiali a giorno e zaino porta PC sulla schiena.

Così sono andato oggi a lavoro (la mountain bike e lo zaino ci sono praticamente sempre).

Per fortuna scelsi la giacca potentemente impermeabile, perchè in zona piazza Cavour mi è piovuto di tutto sulla testa.

Grondante sono entrato in ufficio, mi sono seduto e, con un rotolone del bagno, mi sono asciugato.

Parevo la mummia! :-) Per fortuna che al bar mi sono preso qualcosa di caldo per contrastare l'umido... e che il buon Dio mi ha fatto robusto ;-)

Alga si sposa v. 1.0.1

Seconda parte del resoconto del matrimonio del cugino.

Come ho accennato, l'arrivo in chiesa è stato segnato da una corsa spasmodica, ma andiamo per ordine.

Dopo una notte passata in lenzuola umide e stanza che comincia a ravvisare quello che sarà il gelo invernale, ci si alza di buon ora e ... sopresa delle sorprese... un fantastico strudel ci accoglie in cucina, ove, con scampoli di acqua prelevati dalle bottiglie del viaggio, riusciamo a consumare una colazione a base di sopracitato strudel, marmallata di cotogne e thé. Da leccarsi i baffi.

Lascio le donne indaffarate con il lavoro della parrucchiera, dopo aver constatato che la situazione non è delle migliori a livello impianto elettrico (la luce di casa scattava in continuazione, bastava che fosse attivo lo scaldabagno per generare un corto che faceva saltare la corrente... ed io avevo anche una lavatrice che andava a bestia... SOB!) e mi dirigo verso la mia macchina: operazione lavaggio.

Se non ho potuto fare la festa di addio al celibato ad Alga, almeno andrò al matrimonio con la macchina pulita. E che c...o!

Così, armato di spugna per piatti (quelle classiche, gialle e verdi, col verde che serve a raspare) e detersivo per la macchina, comincio l'opera di pulizia, ben sapendo che non avrò modo si dare la cera (un tempo ad ogni lavaggio della macchina passavo anche la cera lucidante... ma era circa 5 anni fa... e la macchina aveva 5 anni già allora... oggi... bhè, mi sembra fatica sprecata). Ultimata la pulizia della macchina, mi accorgo che il tempo a disposizione sta finendo. Recupero quindi, con difficoltosa triangolazione, la coppia Maria e Maria Teresa, perse dentro Lido Azzurro, e poi mi vado a fare una doccia: fredda, nella speranza che l'acqua calda arrivi da Mary (solo dopo saprò che il mio sacrificio è stato inutile, perchè Mary ha fatto anche lei la doccia fredda, perchè vox populi diceva che non c'era acqua calda... che errore vox populi, che errore... l'acqua calda c'era eccome, solo che nessuno ha avuto la pazienza di aspettare che arrivasse).

Poi, con un occhio all'orologio e l'altro alla strada si va in macchina. Siamo Mary, Iaia, Peppo, Adriana e Carolina. Con manovre e velocità da urlo, riusciamo ad arrivare a Taranto in 5 minuti (Santa Jonica) e finiamo imbottigliati nel traffico della città vecchia... SOB!

Da una macchina limitrofa si sbracciano due persone... guardo meglio e chi ti vedo? Una testimone della spesa... faccio i rapidi conti... una della sposa di là, due dello sposo qui ed una nella macchina dietro... bene, in fondo siamo in orario. Senza testimoni non vanno da nessuna parte.

Lascio le donne dotate di tacco alto vicino alla chiesa, e proseguo alla ricerca di un parcheggio. Lo trovo a piazza Castello, vicino al municipio, affianco al tempio di Giove. Bello e comodo, anche se un poco distante dalla chiesa.
Col cuore in gola e Peppo che mi fa compagnia, dirigo verso la Chiesa di San Cataldo.
Il gran momento è giunto.

(to be continued)

mercoledì, ottobre 13, 2004

Mica mi hai dato il resto giusto!

Ovvero somma di una figuraccia col gestore della pizzeria/pasteria che sta qui vicino all'ufficio. Mangiamo allegri il nostro piatto di pasta incluso nel menù, con bibita annessa, e ci prepariamo a fuggire fuori con un quarto d'ora di pausa pranzo che ci avanzi, in maniera di andare a recuperare in edicola il cd di IMPERIVM, uscito sabato con la Gazzetta dello Sport, oltre che il numero di RID di Ottobre.

Bene, momento del conto. Ci alziamo e Vincio ha i soldi di tutti i partecipanti, incluso due tipi differenti di buoni pasto. Alla cassa scopro che uno dei buoni non viene accettato. BENE. Siccome è di Simo il buono invalidato, caccio fuori il deca di sostegno e aspetto il resto. Complessivo di spesa, 16€, quanto dato al giovanotto è stato 17€ ed un buono di 5,2€. Bene, vi era un simpatico resto.

Faccio tre passi e comincio a fare due conti mentali. Il resto metallico è di 70 cents. mi sembra un po' poco visto quanto ho consegnato in contante... e quanto si doveva pagare. Così torno indietro e chhiedo che vengano rifatti i conti, non una, ma due volte... e quello che continua a dire che il resto è 70 cents e 5€. Io ho solo i settanta, quindi reinsisto e lui mi dice che 5,70e è quanto mi è dovuto, gli faccio vedere i 70 cents, e lui mi indica il biglietto da cinque € che campeggia nella mia mano sinistra, sotto il portafoglio, tenuto da anulare e mignolo. Orrore e raccapriccio. Con la faccia sotto le scarpe batto in ritirata, chiedendo scusa in sette lingue, incluso l'aramaico antico.

Buongiorno L'th, forse alle due è il caso di svegliarsi...

lunedì, ottobre 11, 2004

Alga si sposa v. 1.0

Qui riporto il resoconto del matrimonio di Alga e Babs, meglio noti come None e Nona, nella chiesa di San Cataldo a Taranto.

Ma prima di affrontare l'argomento, passiamo al setaccio il giorno prima, segnato dal recupero del tassello dell'assicurazione della macchina, con corrispettiva congrua caduta del saldo del mio conto corrente e delle operazioni che hanno portato il nostro elfo da Roma a Taranto, fallendo nel contempo tutte le tappe intermedie.

La partenza subisce diverse modifiche in orario, la prima dettata appunto dalla necessità di recuperare l'assicurazione, la seconda, per pagare il bollo auto... e così la macchina in questi due mesi mi è costata 2000€ sani sani, la terza per mangiare ... che le umane forze scemavano pesantemente, poi abbiamo recuperato Gianni su Via di Tor di Quinto (io ed Anto) e poi passati da Mary siamo finalmente pronti a partire. Peccato che non lo sia il raccordo.

Il GRA ci ingloba al suo interno alle ore 15.40, e ci lascia uscire alle ore 18.55, dopo averci fatto viaggiare a passo d'uomo. Sono anche stato rilevato da Gianni alla guida, poichè stavo collassando dal sonno (serata precedente e corsa in bicicletta mattutina hanno fatto la differenza). La distanza che manca da Tarnato e la serata avanzata fanno temere il peggio per la festa di addio al celibato di Alga che io, Rocco ed Anto avevamo studiato con tanto trasporto.

Che minchia di destino.

Il viaggio prosegue lungo e senza soluzioni. Ci fermiamo solo all'autogrill la Macchia e per un cambio di guidatore sulla bretella di Caserta, ma non riusciamo proprio a recuperare sul tempo perso. Alga andrà a letto senza vederci.

In compenso riusciamo ad indirizzare degli amici di Alga alla casa che li ospiterà per il matrimonio, dopo aver lasciato Anto alla sua magione. Infine riusciamo a giungere alla casa, ove, sconvolti dal lungo viaggio, finalemente riusciamo a poggiare la capoccia sul letto e dormire (anche se disagiati).

Il mattino ci vedrà protagonisti di una nuova corsa alla quattro matrimoni ed un funerale. Con tanto di autista scurrile (il sottoscritto)... ma è un'altra storia.

venerdì, ottobre 08, 2004

Che viaggio!

Ieri sera ho recuperato le magliette per la festa di mio cugino Alga. BELLISSIME!
Esse sono nere come la pece, con scritto dietro 08 ott. 2004 Alga's Last Night of Freedom. Un must per ogni paertecipante alla festa di addio al celibato... e chissà che non abbia lanciato una moda... Magliette personalizzate per tutta la vecchia guardia ad ogni matrimonio. Sarebbe bello averle tutte. Ed inoltre ti ricordi la data del matrimonio... che è il giorno dopo la festa di addio al celibato.

Per recuperare le magliette ho dovuto fare mezza Roma, da via della Scrofa fino alla Nomentana, dopo il raccordo anulare, tutta in bicicletta, con soste ogni tanto per cercare di acquistare un giubbino alta visibilità (per il ritorno, che con lo scuro, non è salutare andare in biciletta), ma le mie scarse finanze (5,80€) non mi hanno permesso di arrivare all'acquisto del citato mezzo di visibilità notturna poichè costava ovunque >= 7€.

Al ritorno ho un poco strippato.

Ma all'andata, fintanto che il fiato mi teneva hoviaggiato come siluro, passando auto e motorini come noccioline, ed impiegando 40 minuti per raggiungere l'uscita del raccordo (in macchina ci avrei messo un'ora e mezza). GROSSA PROVA.
E domani si bissa.

giovedì, ottobre 07, 2004

Accade dopodomani 1

Dopodomani si sposa mio cugino Alga. Io sono testimone dello sposo. Compito grave, che si somma al compito di essere padrino di una meravigliosa nipote. Comunque sono contento di essere stato capato, perchè lo ritengo un onore/onere che posso affrontare con (spero) successo. E perchè in fondo Alga è pur sempre Alga. Dopo 5 anni di compagno di banco alle superiori, dopo 13 anni di scuola assieme, dopo 32 anni di vita a 200m l'uno dall'altro, il cugino è una delle persone che mi conosce meglio e che conosco meglio.

Però negli ultimi tempi vita e lavoro ci hanno allontanati, separati più per incompatibilità di impegni e distanze che per reali distanze caratteriali, e la ruggine che si è sviluppata in questo periodo ogni tanto fa sorgere delle botte di dubbio sulla reale capaicità di riuscire a risolvere i problemi qualora insorgessero, perchè non ne conoscerei gli antefatti. Quindi impegno a stare più vicino ad Alga in questo periodo. E in futuro ovviamente.

Domani sera facciamo un incontro con gli amici di sempre Rocco, Anto e il PG in differita (purtroppo è in Kosovo in missione), in cui festeggieremo il cugino senza eccessi, con una maglietta, di cui vi posto l'immagine nei prossimi giorni e con un piccolo kit per il marito ideale (comprensivo di telecomando universale, film hard, boccale di birra e manuale Kipsta sulla vita - per non restare mai senza risposte)... forse dovremmo includerci anche un kamasutra... vabbò, per ora non pensiamoci. Speriamo che il cugino gradisca.

Bene, ora mi devo preparare, che le magliette mi aspettano in culonia, più o meno sulla Nomentana... ed io ci devo arrivare in bicicletta!!!

Ieri pensavo che...

Sarei stato un cattivo professore, se mai avessi intrapreso la carriera.
Mi sarei lasciato distrarre dalle allieve.

Ok, pausa finita

Bene, ora che ho fatto autocommiserazione si reagisce. Perchè sapete che lo stress accumulato agisce in maniera strana. Mi sento come un'altalena che fa su e giu' da stati di prostazione completa a stati di esaltazione massima, passando per l'apatia.
Un simpatico connubio di adrenalina e catatonia che mi lascia alquanto perplesso.
La realtà e che mi sento un poco disarmato, e l'unica cosa che potrebbe risollevarmi, ovvero prendere sta benedetta laurea, risulta alquanto difficile e complicata, perchè mi è venuto il vomito dello scrittore... guarda caso solo per quel che riguarda la tesi.

Problemi? Beh, non volevo che pensaste che da queste parti si vive solo fuori dal mondo, ma che talvolta il mondo bussa.

Tranquilli, però. I problemi si affrontano e si superano. E solo un momento di stanchezza, dettato dal fatto che rincorro risultati fuori tempo massimo. Insomma, gioco con tre - quattro anni da recuperare e vi assicuro che sono pesanti.

BASTA!!!!!!!!

Reazione...

mi ci vorrebbe proprio un poco di rilassamento... meglio "rilassamento", se capite cosa intendo.

Tempo di riflessioni

Avrei voglia di mettere la faccia nelle mani e tappare le orecchie con i pollici... e poi staccare col mondo per due minuti netti, non chiedo molto, ma due minuti possono bastare...

Oggi il server dell'ufficio è di nuovo andato giù. A giudicare dal post precedente sull'argomento, parliamo di un nuovo crash dopo solo quindici giorni. L'amministrazione molto sportivamente risponde Cazzi vostri. Il responsabile dell'ufficio risponde Ricevuta la segnalazione, a presto... (a dopo i commenti), il tecnico che ci fa assistenza ci dice che ci aveva avvertito che aveva solo meso toppe... insomma shoutdown e non possiamo ritirarlo su.

Sommiamo l'assenza di progetti per il futuro, l'assenza di formazione, il vuoto pneumatico che produce questo ufficio... ed ecco che abbiamo vocalizzato la drammatica situazione in cui si versa. Animati di buona volontà, pronti a dare tutto per l'azienda e costretti da ignoranza, incuranza e scarsa lungimiranza all'inattività.

Se sommo che lo stress mi impedisce di scrivere più di quindici righe di tesi al giorno, il quadro generale è completo.

Quindi faccia nelle mani, pollici nelle orecchie e silenzio per due minuti.

martedì, ottobre 05, 2004

Raid in the past

Salve, torno a scrivere due righe in allegria, festeggiando il fatto che ieri ho rivisto un amico che non vedevo dal 2003 (o dintorni). Mitico aperitivo da G.....TTI (chi conosce Roma sa di cosa parlo, per gli altri, sorry, ma non faccio pubblicità). Chiacchere del più e del meno, che hanno coperto il periodo di lontananza. Ahaa, sto mooolto meglio. Le rimpatriate fanno sempre bene.

Ero tanto allegro che la sera alla partita di warhammer ho vinto con i nanazzi vs i temuti uomini ratto...

A Gì, se funziona come scaramanzia, si bissa la prossima volta.

venerdì, ottobre 01, 2004

Terra di Puglia è di nuovo visibile

Gaudio, gioia e tripudio... visitate questo sito, specie la sezione ricette, che vi sono piatti tipici pugliesi da farvi leccare le orecchie.

Piccola guida al commento

Mi giunge voce che ci siano difficoltà a postare un commento... bene, zio L'th si siede dietro la cattedra e fa una piccola lezioncina di COMMENTO SUI BLOG.
Lo facciamo analizzando un caso concreto: il commento al Blog di Lth... ah già, a questo Blog.

Bene bene, lasciamo che ci introduca ai misteri del commento sul Blog. Signori e signori un applauso per Mr. M'Laran.

(Diverse cassette di frutta dopo)

Umani ed umane, vi ringrazio per il colorato benvenuto che mi avete riservato. Commentare un Blog può sembrare difficile a prima vista, ma in realtà è ancora peggio. Bisogna difatti applicarsi a leggere la sequenza di istruzioni che compaiono a video, che non sempre è agevole, specie ora che siamo abitutati a fare le cose di fretta, ma vi assicuro che con un minimo di inglese ed un pizzico di buona volontà si arriva alla soluzione del caso. Punto primo, in fondo ad ogni articolo è riportato un link: # comments (dove con # intendiamo numero). Cliccando su tale link si accede ai commenti del post in questione (al momento il numero è 0, fatto questo che mi fa capire che il problema del commento è notevole, perchè l'opzione B è che io non sia letto :'-( ). Nella pagina commenti vi è un altro link, Post a comment che consente di andare verso la pagina dell'editor dei commenti... ma qui arriva lo scoglio ove tutti naufragano: la pagina opzioni post. In questa pagina difatti compare la fatidica scelta se inserire il post come utente registrato (e da qui la richiesta di un nome utente e password, necessari per identificarsi), se ci si vuole registrare (non essendolo in precedenza (il bottone SIGN IN in blu), oppure se si vuole postare come anonimo, seguendo il link post anonimously. Ora, la maggiorparte dei lettori di Blog non sono registrati, non hanno un briciolo di interesse a registrarsi e dunque seguono il link al post anonimo, vivendo contenti della loro possibilità di scrivere senza avere il problema di doversi ricordare un'altra password e nome utente.
E con questo ho concluso


APPLAUSI E COTILLON

Coperto dal rumore L'th ha ottenuto tre numeri di filo magico (telefono per voi del XXI secolo), e due giovani con cui uscire subito...
Ah come farà, come farà qeusto elfo ad avere così successo.