martedì, febbraio 10, 2009

Eluana è morta o è stata uccisa?

Sono queste le domande che oggi corrono ovunque in Italia. Domande che lacerano il tessuto morale di un paese che ha scordato le sue radici, che cerca di ritrovare la bussola e che guarda al mondo con un disincanto sempre maggiore.

Non so dove sia la verità, anche se nella mia visione di cose l'opzione due è prevalente, non so neanche se ad oggi parlarne abbia senso. So solo che di tutto questo un'entità si sta godendo la sua vittoria. 
Il Maligno oggi ha segnato un punto. Se il suo scopo è dividere e scandalizzare, bene, oggi non possiamo dire che non sia riuscito nel suo intento. 
La domanda che ora sorge è invece cosa accadrà domani. Se le porte per una visione dell'uomo spassionata, legata ai soli meccanismi meccanici di un corpo imperfetto, sarà prevalente su una visione più profonda e meno legata ai soli eventi fisici. Gli interrogativi che oggi ci poniamo sono l'agenda delle risposte da trovare di domani.

lunedì, febbraio 09, 2009

La signora in rosso


Era sabato mattina, camminavo a passo veloce, iPod nelle orecchie, verso la casa della "Suocera", e nel mio quartiere-villaggio tutti i residenti erano più o meno in festa per la tregua della pioggia ed in attesa della nuova ondata di marosi dal cielo.


Assorto nella musica imbocco per la discesa che passa davanti al Tiberio e lì mi compare davanti. Parto dalle scarpine di vernice nera, sovrastate da due gambe enormi con calzettoni bianchi e strasse di contorno, per salire a una gonna lucida nera, un cappotto oversize di panno rosso acceso, tenuto sul corpo obeso da una mano sinistra incerta. Nella destra un ombrellino bianco a pois neri, tutto scontornato di pizzo e merletti. In testa un cappello di lana nero e rigido, da cui spuntano i capelli arruffati, neri corvini. Il volto rotondo pallido, con due guance arrossate artificialmente come cornice e un neo nero come guarnizione. Lo sguardo mi incrocia, poi fugge. Due passi e mi è già lontana, ma l'immagine della signora dal cappotto rosso mi seguirà per tutto il week end, ed alla fine la immortalerò anche sulla mia moleskine...

Dedicato a Mery

il wallpaper del mio pc in ufficio. Un fotoritocco effettuato dal sottoscritto, con la prova di alcuni effetti mosaico. E la faccia della Mery assorta nel guardare le meraviglie di Praga. Ed è subito rimembranza

mercoledì, febbraio 04, 2009

Una gragnuola di colpi

Sotto schiaffo da questo inizio di anno. Ma col sorriso e la gioia nel cuore.

martedì, febbraio 03, 2009

Caledosopio

Oggi riflettevo che la vita non è altro che un caledoscopio di colori messo davanti ai nostri occhi, con i movimenti della manopola dettati da leggi a noi estrenee nel controllo. Ci passano davanti figure sconnesse, colorate, vivaci, violente, tristi, di cui cogliamo solo frammenti, concentrati nel capire il senso di tutto quello che ci circonda. Poi all'improvviso capita che ci sia uno sprazzo di coscienza, che la nostra mente si svegli dal torpore dello stordimento indotto dalla sequenza senza fine di luci e colori, e riesca a cogliere un quadro d'insieme. Sono quelle le volte in cui tutti i pezzi sembrano andare al posto loro, facendo una figura comprensibile. Ma è un attimo e la consapevolezza del momento sparisce al nuovo vorticoso mutare delle forme.
Ma se hai in te la scintilla della consapevolezza che il disegno, seppur ignoto nelle sue forme e in costante divenire, ha un senso, consapevolezza che ti deriva dal credere che ci sia altro oltre questa vita (e non un generico altro. Si è cattolici da queste parti e convinti), e che nel segno della croce tutto trova spiegazione, allora il tracciato confuso, vorticante e caotico assumerà il contorno sfuocato di uno sfondo fuori campo. E tutto il vero, l'importante, il durevole salirà davanti ai tuoi occhi come solida certezza.

martedì, gennaio 27, 2009

Miami Vice

Ieri sera ho avuto modo di vedere il film Miami Vice, il remake cinematografico della serie tv con Don Johnson. Ma la politica di messa in onda di Mediaset la gradisco sempre meno. Due tempi, forse più, spezzati dal meteo e dal TG com portano troppo in là la fine del film, senza contare le interruzioni pubblicitarie. Alla fine si è fatta mezzanotte, con il dubbio finale su come sia finito il film, che lascia tutto aperto, e seguito com'è stato da RTV senza possibilità di capire se il finale era aperto o chiuso... così da come ho capito io è apertissimo... ma la certezza non l'ho.
Medito di passare a Sky sin caso...

Va su e giù l'asticella dell'acqua

Faceva un adagio di quando ero giovincello "la papera senz'acqua non galleggia". Di questi periodi di alti e bassi economici globali è indicata una certa austerità comportamentale.
Benvenuti allora nella terra inesplorata del consumo razionale. In pratica dovrei cercare di razionalizzare le uscite. Una missione da Etan Hawk

lunedì, gennaio 19, 2009

Riflessioni tristi

Davide se n'è andato, un sabato pomeriggio di gennaio, lungo una via trafficata dell'entroterra laziale. Lascia una moglie e un figlio appena arrivato.
La sua scomparsa ha segnato le riflessioni dell'ultimo weekend. Mentre risuonano ancora nella mente le dissertazioni tra Kairòs e Carpe Diem, ovvero dell'esecuzione al momento perfetto e la logica del tempo che scorre inesorabile, quasta notizia altera le prospettive. 
E strappa quella sensazione di sicurezza che tutto vada come sempre è andato che ogni tanto origina rilassatezza e ci fa scordare l'importanza di goderci le persone amate e il prossimo in genere per focalizzarci invece sul disturbo dell'altro.
Capita quindi che si litighi per sciocchezze, che rancori nati sulla base di un disagio irrisorio e temporanea ci facciano dimenticare quanto sia precaria la nostra posizione su questa terra e di conseguenza faccia passare in secondo piano la relativizzazione che ne dovrebbe conseguire di tutti i piccoli conflitti quotidiani dinanzi al mistero della vita e alla contemporanea nostra impotenza di controllo della stessa.
"Vegliate perchè non sapete nè il giorno, nè l'ora". Ed ecco che il peso di quel vegliate assume contorni tutto nuovi. Veglia e ama, che altro non conta. Veglia e ama, che il disagio di oggi è nulla rispetto al dolore che proveresti nell'assenza dell'altro. Veglia e ama, perchè il resto non ha senso al di fuori di questo contesto.
Poi le senzazioni che nascono quando notizie come quella di sabato arrivano sono contrastanti e laceranti. E mettono in discussione l'intero disegno. "I migliori vanno e i peggiori" restano dice un motto popolare... secondo me il disegno nell'andare non c'è. E solo che dei peggiori non si ricorda e non li piange nessuno, nell'ultimo beffardo atto di non amore possibile (e c'è anche una profonda letteratura del passato sull'argomento).
Ora spero solo di far humus mentale di questa vicenda e rafforzare la mia pazienza, il mio sorriso e la mia capacità di amare. Che del domani non c'è certezza, e non vorrei che le ultime azioni/parole fra noi siano di astio. Il pensiero mi annichilisce amico mio. Perdona dunque le mie dimenticanze e le mie assenze. Cercherò di non ripeterle e di migliorarmi in considerazione e attenzione. Tutto il resto non conta niente.

venerdì, gennaio 16, 2009

Office Life 2009/01

Eccoci col consueto appuntamento di rapporto con la vita dell'Ufficio.

Mai doma di sorprese, la creatività degli utenti colpisce ancora. Complice - devo ammetterlo - un'errata configurazione del PC assegnato loro, che garantiva privilegi di Amministratore (ma la macchina era fuori rete e in altro stabile, quindi nessuna compromissione alla sicurezza generale), dinanzi a un rallentamento del PC per far spazio su disco han pensato bene di cancellare da Installazione Applicazioni il pacchetto Office... 

Ora... i privilegi concessi davano loro la possibilità di farlo... ma poi non ti lamentare che la posta elettronica con outlook non ti funziona più, o che Word ti scompare del desktop...

Per la serie... te le cionco quelle mani.

Tana libera tutti

AH... che sensazione. Libero di agire dopo aver liberato il pc di ufficio da software virali... no, non virus, ma assorbi tempo come la carta moschicida cattura le noiose creature volanti dagli occhi composti.

Ora la mente si schiarisce, diventa facile trovare gli spunti, aprire i testi di studio, affrontare il lavoro con scrupolo e coscienza, pianificare la svolta.

Buon 2009 Vincio, l'aria è cambiata. Era ora

martedì, gennaio 13, 2009

Web 2.0/3.0 e strumenti di comunicazione

Lo ammetto: nonostante le buone intenzioni dei due post precedenti, peraltro molto delazionati nel tempo, non sono riuscito a tenere il ritmo con il blog.

La latitanza però è servita ad osservare il panorama web e valutare gli strumenti messi a disposizione degli utenti per fare comunità. Ricordo ancora gli esperimenti messi su con il Forum dei Kipsta, il forum Diplomacy, i vari blog tematici. Tutti strumenti comodi, belli, capaci di fare comunità qualora ci fosse stata la medesima dose di "partecipazione" in tutti i partecipanti al forum. Il che ci porta allo spinoso problema del partecipare a un "social network" o della partecipazione online in genere. Internet come sovrastruttura si presenta capace non di aggregare un gruppo preesistente (se non in minima parte e comunque con il predominio della partecipazione agli eventi RL (=Real Life) rispetto a quelli "virtuali" per cui le meccaniche del gruppo si spostano online, generando falsi ritorni di coinvolgimento) ma di trovare e aggregare persone che sentono, parlano e si interessano di un dato argomento e che preferibilmente (almeno nelle fasi iniziali) vorrebbero mantenere la distanza virtuale inalterata tra loro, per non lasciare altro filtro comunicativo che il comune strumento di relazione (o social network che dir si voglia).

Per questo se il blog funziona, in quanto risposta all'esigenza di un singolo di comunicare proprie idee su una vetrina pubblica, difficilmente un forum di amici reali ottiene un qualche successo nel breve o nel lungo periodo (qualora l'effetto novità funzioni nel breve periodo). Si prediligerà sempre e comunque altra forma comunicativa a quella del forum (vuoi gli SMS, la telefonata occasionale, la mail circolare) per lasciare poi ai tradizionali luoghi aggregativi (pub, ristoranti, cinema, case di amici/propria) l'onere di sviluppare il rapporto sociale propriamente detto.
In definitiva nella comunità tradizionale, il peso dello sguardo, dei gesti, della voce e delle relazioni strutturate sorte nel tempo la fanno da padrone.

E qui si arriva al problema FB (=Facebook). Sorto come mezzo per ritrovare gli amici persi di vista funziona alla grande, alla grandissima anzi. Possiamo interfacciarci con persone che non vediamo da tempo, raccontarci ed ascoltare i racconti altrui, vedere foto o raccogliere foto di altri con noi dentro provenienti da tempi immemori, ma alla fine il rapporto che strutturiamo era inesistente prima di FB e nella maggior parte dei casi, rimarrà sporadico anche dopo FB. Il problema è che la moda FB esplosa in maniera esponenziale in questo periodo, ha fatto sì che la rete delle amicizie si estenda anche ai rapporti "reali" ossia alle persone che si conoscono e con cui si hanno rapporti quotidiani o quasi. E da lì, secondo me, che nasce il disagio che fa nascere la voglia di "cancellare l'account".

La relazione vissuta nella RL, subentrando con violenza anche nella vita virtuale di ognuno di noi genera un senso come di soffocamento, di ingerenza, di scoperto che sotto certi profili vizia anche l'esperienza online. Non si esprime più il sentito, ma si scrive la frase che probabilmente genera un ritorno più positivo o che comunque ottiene il risultato voluto. E quella frase sarà oggetto di relazione nel vissuto quotidiano, perchè sarà letta non da qualche lontano e indistinto amico del passato, ma dal collega, dall'amico vicino, quando non anche dal rivale/amico-nemico e genererà effetti immediati.

La vetrina virtuale quindi tenderà a tornare quella che era nata per essere in tempi brevi.

Forse è anche per questo che son tornato al blog.
Che sia iniziato il rollback?

martedì, dicembre 02, 2008

Sono ancora qui

: ) pensavate che fossi sparito... e invece no. Sto lentamente guarendo dalla sbornia Wow. Ma come i fumatori che si avviano a smettere, gioco sempre meno ogni giorno.
Nel mentre verifico che il mondo trova tanti modi per farsi sentire. Spunti piacevoli.
Ne ho appuntato qualcuno nel mio cuore. Qualcuno è riportabile.

La bellezza di una città dopo la pioggia, l'aria frizzante prima del tramonto, storni in cielo, ponte Cavour, il Tevere, gli alberi, la luna crescente, una stella nel mezzo del semicerchio, il cielo blu cobalto. Sentirsi parte di un qualcosa meraviglioso. Una fototessera di Dio. Scatto una foto col cellulare. Proposito di farne un quadro di computer grafica.

Cambio di scena. Si passa in autobus, il libro "Elogio del presente" tra le mani, preso per semplice curiosità, vista la sua semplice copertina color cartone, appena scritta nell'angolo superiore destro. Dentro un mondo di filosofia, a completamento delle letture di geopolitica dei tempi estivi, arrivano gli insegnamenti sulla necessità di fissare la nostra fenomelogia dell'essere sulla sintesi delle differenze non nell'annullamento, ma nella loro necessaria esistenza affianco all'universalismo. E poi la sorpresa... l'analisi dell'evoluzione di concetto di tempo nelle sue accezioni. E scopri così che il tempo è sintesi di mille significati, meno quelli che gli diamo fidandoci dell'ovvio. Kairòs vs Tempus.

Ancora. Stupirsi di riuscire a scrivere questa pagina senza guardare le lettere della tastiera, trovando i tasti quasi fossero naturale estensione delle mie dita. In compenso ieri non riuscivo a scrivere in bella il mio nome a penna. Mettere in conto esercizi di scrittura per conservare il metedo tradizionale di tramandare la conoscenza.

E ancora. Le montagne d'Abruzzo cinte da nubi, incanutite dalla neve, annerite dalla pioggia, vestite di Missoni lungo i costoni. Occhi pieni di meraviglia. Piove, ma che importa.

Facebook me le sta a piallà... che sia quasi pronto alle famose due serie di click?
In fondo ho il mio blog, anzi, i miei blog, le mie pagine su Flickr... e il resto è noia.

Un pensiero alla mamma, che devo ancora andare a trovare da un bel po', magari sabato.

E ora stacco. Devo pensare come fare il disegno della perfezione di una notte di Roma. Anche se piove e tira vento.

giovedì, novembre 06, 2008

E' passato ancora un po' di tempo

... e ne ho fatte di cose nel mentre.

Piove su Roma che è invasa dai giovani che sfilano contro la Gelmini e la sua "riforma", mentre io mi inondo di acqua, la città prosegue il suo normale delirio... peccato non aver potuto documentare lo stato pietoso dei rientri nel nubifragio generale... sarebbe stato un inno alla poetica e eroica vita del ciclista di città... urge dotazione appropriata per sopravvivere a simili eventi... e trovare nel mentre anche un modo per preservare il motore della bici da una simile inzuppata.

Il mondo si è sdilinquito appresso all'elezione di Obama. Del fatto apprezzo che sia il primo presidente nero degli USA, sicuramente un passo avanti nel paese... o la realizzazione palese che qualcosa sta cambiando, anche all'interno degli USA a livello demografico, e la sua giovane età... meno le danze in giro per il mondo... il presidente USA resta il presidente USA... ossia prima decisioni pro domo suae e poi il resto del mondo... s'in caso...

Veltroni non lo commento, che mi mette tristezza.

Altro elemento da rilevare la cena con gli amici di Bergamo (Raffa, solo per mettere ordine, non ti sto incollando l'etichetta ; )) e le discussioni pacata sulla riforma... che si viene delineando non come una soluzione, ma come una sforbiciata... il che mi IMPONE di andare a leggermi la riforma stessa e capire... basta parlare a vanvera o per sentito dire.

Il corso prosegue, anche se il peso delle ore post lavoro si sente tutto. Ci sono stati crolli fisici i primi giorni (vedi il super sfogo di afte), ma alla fine il vecchio motore ha cominciato nuovamente a girare e ho ripreso il ritmo. Adesso devo solo aggiungere a questo tassello la certificazione MCSE... AH volontà canaglia...

Si sono raccolte le olive. Mentre attendo la stupenda documentazione fotografica fatta da mia cugina, vi relaziono che passare quelle dodici ore complessive (in due giornate) sugli alberi ha giovato notevolmente alla mia salute mentale. Niente è più rilassante mentalmente che brucare olive dai rami issati a 5m da terra.

Le Ferrovie dello Stato si sono ricordate di me e del mio viaggio a Pisa con biglietto elettronico e senza biglietto cartaceo due giorni prima che la ricevuta avesse valore di titolo. Morale della favola... 80€ di supermulta... per un viaggio da 23€ peraltro pagato... direi che ci sono andato fuori col botto... e poi mi si dice perchè non vo a Lucca... ammortizzo ; )

AH, e per finire... ci hanno tamponato il muletto di servizio (ovvero la macchina califfata in uso alla mamma di Marina). Lo sportello lato guidatore completamente rotto... Marina salva per fortuna... ma siamo senza mezzi... per cui comincia la caccia al passaggio...
Alla prossima

mercoledì, ottobre 15, 2008

Taratarattata!

Arieccoci, dopo una lunga pausa di relax e riposo di occhi, sinapsi e capacità oratoria, torno a imbrattare questo spazio virtuale con le mie dissertazioni.
Nel frattempo cosa è accaduto?
Vediamo.

- Rissunto delle puntate precedenti -
Sono tornato da una campagna ferie all'insegna di bambini vari (nipoti, figli di amici e compagnia varia), con tanta gioia nel cuore.
Ho ripreso a lavorare con assiduità, cercando di ottimizzare i risultati lavorativi in un periodo decisamente privo di stimoli positivi in ambito professionale.
Ho avviato la diversificazione delle competenze, cosa questa che dobbiamo ancora pienamente metabolizzare e solo il tempo potrà aiutarci sulla questione.
Sto cercando di avanzare come competenze sistemistiche, ma ammetto che è facile dirlo, meno farlo, non tanto per incapacità, ma per volontà di mettermi a studiare con la dovuta serietà. Trovare le motivazioni giuste in periodi no non è facile. Ma ci sto provando.
AHI, bacchettata del maestro Yoda. Si Si, maestro, non esiste tentare, esiste riuscire e non riuscire. Mi applicherò maggiormente.
E poi... poi recupero dalla botta alla spalla presa a Martignano giocando a palla in acqua, assisto moglie nel suo cambio lavoro, sistemo la casa, soffro delle normali follie quotidiane che una città stressata come Roma riesce a mettere sul piatto, mi sfondo di Facebook, quale drogato di passato e futuro, ritrovando amici persi e coltivando nuove amicizie, condisco il tutto con buone intenzioni e sale, ma il risultato finale mi suona sempre sciapo.
Ogni tanto impreco per un'afta sotto la lingua che da due giorni mi fa uscire pazzo.
E con questo direi è tutto. Adesso torniamo all'ordinario, ma questa è un'altra storia.

martedì, settembre 02, 2008